Nuove porte verso l’invisibile
Un Viaggio Collettivo nell’Immaginario Invisibile
Questa sezione del progetto ha preso vita con il contributo del pubblico, invitato ad aprire una porta e a descrivere la propria città invisibile: un luogo immaginario che, sulla strada aperta da Calvino, ha riflesso sogni, memorie, emozioni o utopie. Il racconto non è stato solo un atto creativo individuale, ma un tassello prezioso di un’opera collettiva, trasformata in immagini dall’intelligenza artificiale e sintetizzata in un video che rappresenta sensibilità e visioni diverse: alcune delicate come un sorriso d’infanzia, altre profonde come riflessioni antiche. C’è chi ha immaginato piazze vive e ospedali onirici, città trasparenti che si modellano al visitatore, o regni dai cieli lilla e le strade di cioccolato. Ci sono paperini, camini storti, mercati profumati e pesci con i piedi.
C’è chi ha disegnato corridoi d’incubi, chi ha riempito le strade di solidarietà, chi ha abitato un mondo dove il verde è rosso e le creature sono “paffute e coccolose”. Qualcuno ha tracciato fiumi azzurri, altri mari rosa, altri ancora architetture di sogno o nostalgie medievali. Ognuno ha portato la propria voce, il proprio colore, la propria idea di città invisibile. Ogni descrizione è diventata colore, ritmo, movimento. Ogni città è un approdo, ogni porta una possibilità.
Grazie a chi ha condiviso il proprio sguardo, a chi ha donato brandelli di mondo interiore.
Le città invisibili sono reali.
Basta sapere dove guardare.
Un ringraziamento di cuore a chi ha voluto donare scorci dei propri universi interiori,
per aver tracciato insieme a noi una geografia dove ogni città è un approdo e ogni porta è una promessa.
Le città invisibili sono reali: basta sapere dove guardare.























































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