La ballata delle cittAInvisibili


Un viaggio sonoro e visivo tra pianoforte, elettronica, danza e arte contemporanea

“La ballata delle città invisibili” è una performance multidisciplinare che rappresenta il culmine di un percorso artistico nato dall’esplorazione dell’universo letterario di Italo Calvino attraverso il dialogo con l’intelligenza artificiale e la partecipazione collettiva di artisti e pubblico.

La performance trasforma le “città invisibili” calviniane in un’esperienza immersiva dove pianoforte, elettronica, danza e arti visive si fondono in un dialogo tra visibile e invisibile, tra ripetizione e trasformazione. Le composizioni originali per pianoforte, caratterizzate da una sensibilità minimalista contemporanea, esplorano il parallelismo tra i pattern ciclici della musica e le metamorfosi delle città immaginate da Calvino e reinterpretate dall’intelligenza artificiale, creando un ponte metaforico con le fasi dell’esistenza umana.

Al centro della performance c’è la relazione tra i cicli ripetitivi della musica – con le loro sottili variazioni e gradualità trasformative – e la natura mutevole eppure ricorsiva delle “città invisibili”. Proprio come ogni città del romanzo rappresenta una diversa sfaccettatura dell’esperienza umana, i movimenti musicali e coreutici evolvono attraverso stadi che rispecchiano il percorso esistenziale: nascita, scoperta, desiderio, linguaggio, fragilità e rinascita.

Il pianoforte diventa voce narrante primaria, arricchita da elementi elettronici che ne espandono la dimensione emotiva e spaziale. Le composizioni si sviluppano come architetture sonore che si costruiscono gradualmente, rispecchiando la modalità con cui le città calviniane prendono forma dall’immaginazione. Su questo tessuto sonoro, la danza traduce in movimento le tensioni e le metamorfosi dei luoghi invisibili, mentre le proiezioni visive – frutto del progetto “CittAInvisibili” che ha coinvolto artisti naturali ed artificiali – trasformano lo spazio scenico in una città in continua evoluzione.

La performance si articola in sei movimenti distinti ma interconnessi, ciascuno basato su una diversa categoria di città invisibili. Le parole di Calvino, interpretate come voci narranti, fungono da portale tra le diverse dimensioni dello spettacolo, creando un contrappunto verbale all’astrazione della musica e del movimento.

Un elemento centrale del progetto è costituito dalle “55 Porte verso l’invisibile”, varchi simbolici generati dall’intelligenza artificiale che hanno permesso la partecipazione del pubblico alla creazione di un immaginario collettivo. Queste porte, ora integrate nella performance, rappresentano i punti di passaggio tra le diverse dimensioni dell’esperienza artistica, rendendo lo spettatore parte integrante del processo creativo.

“La ballata delle città invisibili” non è solo un omaggio a uno dei più grandi scrittori italiani, ma la sintesi finale di un percorso di co-creazione che ha visto dialogare l’umano e l’artificiale, l’individuale e il collettivo, in un’esplorazione delle infinite possibilità dell’immaginazione.



STORIA DEL PROGETTO

“La ballata delle città invisibili” rappresenta il culmine di “CittAInvisibili”, un progetto transdisciplinare che ha esplorato l’immaginario di Calvino attraverso l’intelligenza artificiale e una narrazione multimodale. Il percorso è iniziato con “Suoni e visioni di CittAInvisibili”, un video in cui le parole di Calvino prendono vita sonora e visiva grazie alla co-creazione tra intelligenza artificiale e poetica dell’autore. È proseguito con “Le interviste invisibili”, un esperimento narrativo in cui l’IA dialoga idealmente con Calvino sulle grandi questioni del visibile e dell’invisibile. Infine, “Nuove porte verso l’invisibile” ha trasformato le suggestioni calviniane in un’esperienza collettiva attraverso immagini generate dall’IA che hanno coinvolto attivamente il pubblico. Questo spettacolo dal vivo rappresenta la sintesi finale di questo viaggio artistico, trasformando un dialogo tra letteratura e tecnologia in un’esperienza multisensoriale condivisa.